Sospesi tra storia e invenzione in un Medioevo che sembra vero, sono qui raccolti in un unico volume tre romanzi di Laura Mancinelli, in cui l’autrice approda a una visione fantastica e ironica della tradizione e della società medievale. I dodici abati di Challant, dove, in una cornice di ironia mondana e gaudente, dodici monaci ricevono l’incarico di sorvegliare un feudatario che eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Il miracolo di santa Odilia, immagine della vita che si afferma in chiave religiosa, ma non trascendente, attraverso la storia di due Odilie: la prima devota e pia, la seconda giovane e bella. E infine, conclusione ideale di questa metafora, Gli occhi dell’imperatore, dove una contessa piemontese, un cavaliere-musico-poeta e l’imperatore Federico II, ormai prossimo alla morte, partecipano a un affascinante percorso di avventure e sentimenti, che è anche un intreccio di entusiasmo, rassegnazione e senso del destino.

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**I dodici abati di Challant di Laura Mancinelli è un affascinante miscuglio di mistero, satira, storia, e racconto morale.  Non è un capolavoro, ma mi ricorda i racconti di Canterbury.  Ci sono molti personaggi che visitano il castello con storie del bene e del male, della giustizia e dell’iniquità, della magnanimità e dell’intolleranza e dell’amore e odio.  La figlia del marchese morto è una protagonista affascinante e progressiva. Alcune delle misteriose morti sono rimaste un mistero per me. Grado di difficoltà – Intermedio/avanzato: La scrittura cerca di essere fedele al pedo riodo medioevale, rendendo spesso il libro un po’ difficile per uno studente intermedio, ma non impossibile.  
Valutazione 3.5:  stelle da me perché la trama ha suscitato il mio interesse, ogni personaggio è unico e il tema è molto universale e contemporaneo. 

**Questo romanzo mi ha ricordato il Decamerone di Boccaccio: un linguaggio di mistero, nomi insoliti, e l’allusione al sesso usando eufemismi.  Forse anche ricorda qualcosa dell’Orlando furioso di Ariosto, con i cavalieri, le dame, i loro amori e un argomento molto complicato.  E’ difficile da leggere perché sono parole infrequentemente usate, alcune delle quali non si trovano nel dizionario, e inoltre lo stile sembra complicato.  Questo è perché scorre come una fiaba e anche in inglese forse sarebbe stato difficile abituarsi a un diverso ritmo e modo di scrivere.  Ma conquistata la difficoltà di orientarsi, vale la pena leggerlo anche solo per la ricca creazione del mondo del medioevo.

La insegnante aggiunge: L’aspetto migliore di queste storie (sono 3 storie separate) è l’ambientazione medievale. L’autrice era una esperta di letteratura medievale germanica, perciò il linguaggio spesso vuole essere “medievalista”, ma non è troppo difficile. L’atmosfera delle storie è romantica, nello stile della poesia medievale, a volte un po’ lenta, ma interessante e piacevole. Il livello è intermedio/avanzato. Il mio voto è 3.5 perchè lo stile “medievale”, anche se molto curato e piacevole, non sempre è utile ad arricchire il vocabolario di uno studente.