
Pubblicato nell’aprile del 1950 e considerato dalla critica il libro più bello di Pavese, “La luna e i falò” è il suo ultimo romanzo. Il protagonista, Anguilla, all’indomani della Liberazione, torna al suo paese nelle Langhe dopo molti anni trascorsi in America e, in compagnia dell’amico Nuto, ripercorre i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza in un viaggio nel tempo alla ricerca di antiche e sofferte radici.
Storia semplice e lirica insieme, “La luna e i falò” recupera i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascista, la lotta di liberazione e li lega a problematiche private, l’amicizia, la sensualità, la morte, in un intreccio drammatico che conferma la totale inappartenenza dell’individuo rispetto al mondo.
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**La luna e i falò di Cesare Pavese è stata un’esperienza un po’ insoddisfacente e frustrante. Un giovane uomo piuttosto noioso torna in Italia dopo anni in America. Non succede molto. Per me è stato difficile seguirlo per il livello e perché non era un protagonista che mi interessava. Non lo consiglio davvero. Difficoltà -Intermedio avanzato. Valutazione – 3.
**Sebbene all’inizio possa essere difficile relazionarsi con i personaggi e la trama di questo romanzo, vieni gradualmente assorbito dal mondo del nord Italia del dopoguerra. È un’esplorazione ponderata dell’amicizia, della politica e della povertà. Un po’ difficile ma ne vale sicuramente la pena. Difficoltà – intermedio avanzato. Valutazione – 3.5
L’insegnante aggiunge: Ho trovato questa storia più difficile da seguire di altri romanzi di Pavese. Ma mi sono piaciute molto le descrizioni dei diversi contesti sociali: la vita in un casolare isolato, con un padre ignorante e violento; il periodo trascorso in America; la vita di paese nel primo dopoguerra; le storie di partigiani e la loro relazione con gente del paese. E poi la descrizione del paesaggio, la campagna piemontese, il paese. Credo che si dovrebbe leggerlo due volte per apprezzarlo pienamente. Livello: Avanzato. Valutazione: 3.5