
Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d’Elsa, che all’indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l’amato con animo fedele e ostinato. Con questo romanzo – pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale – Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. “La ragazza di Bube” segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. “Il romanzo” sostiene infatti Cassola “viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua
della verità degli uomini.”
Punti di vista… aggiungi il tuo!
**La ragazza di Bube di Carlo Cassola è la storia di Mara, una ragazza giovane, civettuola e frivola, che racconta la sua storia ambientata in un paese nel dopoguerra. È innamorata dell’idea dell’amore e diventa una donna leale che sacrifica tutta la sua vita per amore di Bube, un partigiano. Ti dà un’idea di com’era la vita delle giovani donne nell’Italia del dopoguerra. È difficile non giudicare le decisioni di Mara in base ai nostri standard e per me non ho provato empatia per Bube. L’ho trovato un po’ difficile da leggere. Difficoltà – intermedio avanzato. Valutazione – 3.
**Nonostante le abili descrizioni della vita nella piccola città italiana del dopoguerra, il romanzo sembra datato e fuori portata. L’innocenza e l’ingenuità dei personaggi sono difficili da capire. Forse il film era meglio! Difficoltà – intermedio avanzato. Valutazione – 3.
L’insegnante aggiunge: Penso che sia difficile per un lettore straniero rapportarsi a questa storia, ai personaggi, all’ambientazione. Per me è più facile perché ricordo le storie dei miei genitori sul dopoguerra. Né Mara, né Bube ispirano molta simpatia. Ma il linguaggio è abbastanza semplice, anche se ci sono molti vocaboli un po’ antiquati.