
Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? I nuovi arrivati catalizzano la rabbia e le paure del paese, in un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando un proprio fragile e ostinato splendore.
Punti di vista… aggiungi il tuo!
**E tu splendi da Giuseppe Catozzella è un romanzo di formazione e una critica sociale. È narrato in prima persona, nella voce di un piccolo protagonista che affronta il razzismo contro i rifugiati che vogliono vivere in Italia. Non è un capolavoro di letteratura ma è una buona scelta per studenti d’italiano o per giovani. Affronta un tema importante di oggi e può affascinare i giovani lettori idealisti. Forse il finale è un po’ incredibile. Grado di Difficoltà – Intermedio/Avanzato: utile per imparare vocabolario moderno, la trama è chiara, attuale e stimolante. Valutazione 3.5 stelle da me perché è interessante come un romanzo di formazione e anche una critica sociale.
**Un fratello e una sorella che hanno perso la madre trascorrono l’estate con i nonni in un piccolo e povero paese della Lucania. Sono considerati diversi non solo perché non hanno una madre ma anche perché sono del nord. Questa dolce storia dei bambini che vivono e si adattano a questa comunità chiusa e a tutti i suoi numerosi personaggi rende la lettura piacevole e relativamente facile. Tocca anche l’immigrazione, la xenofobia e la difficile situazione dei poveri.
La insegnante aggiunge: La storia a volte è un po’ inverosimile, strana (la fotografia), ma il personaggio del ragazzino è credibile, e l’aspetto sociale (l’immigrazione, la vita del paese) è interessante. Il linguaggio è attuale, con qualche frase in dialetto. Anche per me 3.5.