
In La Storia, romanzo pubblicato direttamente in edizione economica nel 1974 e ambientato a Roma durante e dopo l’ultima guerra (1941-47), Elsa Morante ha consegnato la massima esperienza della sua vita. È la sua opera più letta e, come tutti i libri importanti, anche quella che più ha fatto discutere. Cesare Garboli, nell’introduzione a questa edizione tascabile, traccia un bilancio critico sul romanzo a più di vent’anni dalla prima pubblicazione. Completano il volume la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia generale e quella specifica relativa al dibattito su La Storia.
Punti di vista… aggiungi il tuo!
La storia e’ un intenso romanzo contra la guerra senza molta attenzione alla guerra vera e propria. E’ la storia di una donna e dei suoi due figli, di come la Seconda guerra mondiale abbia distrutta le loro vite e la storia della guerra in generale e dei suoi effetti sui pegni e sue vittime. E’ una storia importante ma difficile da leggere perché e’ molto lunga e terribilmente straziante con pochissima speranza o ottimismo nella storia. — Judi
Difficolta’ 3 Valutazione 2.5
In tutto il libro, La storia uccide la gente. Una guerra terrificante sgancia bombe sui quartieri, che distruggono case e lasciano morti. Vediamo una madre e suo caro bambino vivere in un rifugio insieme ad altri sfollati, tutti senza soldi sufficienti per cibo o vestiti. Gli ebrei vengono braccati e mandati nelle camere a gas. I soldati vengono mutilati o muoiono. I partigiani rischiano la vita e alcuni la perdono.
A volte e’ difficile godere di questo romanzo perché ci sono tanti personaggi, perché l’autrice scrive troppe pagine su una persona ai margini della storia, perché il suo stile e’ fitto e astruso. Pero’, a volte scrive in un modo sensibile e intuitivo. Ci sono molte scene che rimarranno con me per molto tempo. Non ero felice di leggere il libro ma sono felice di averlo letto. — Valentina
Difficolta’ 3.5 Valutazione 3.0
La insegnante aggiunge: La storia e’ un lungo romanzo che si svolge nell’arco di circa vent’anni: prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. I personaggi principali sono Ida e Useppe: una donna, ma sopratutto una madre, che lotta per sopravvivere con il figlio. Ma ci sono tanti altri personaggi (anche molti animali) che rendono la trama piuttosto difficile da seguire.
La storia e’ scritta con APPARENTE distacco e obiettività’, come una cronaca. L’autrice la racconta in prima persona, come una testimone, diretta o indiretta, degli avvenimenti. La morte, la fame, la lotta per la sopravvivenza, sono presenti in ogni pagina.
Qual e’ il senso di questa storia? Io credo che il senso sia proprio di presentare la Storia come la vera protagonista. Tutti noi, adulti, bambini, animali, ne facciamo parte e ne siamo le vittime.
Valutazione: la lingua non e’ troppo difficile, ma lo stile e’ spesso troppo lungo, eccessivo, un po’ pesante.
La storia e’ molto interessante, ma molto triste, negativa. L’unico personaggio veramente positivo e’ Useppe.
Lingua/stile/ difficolta’/ storia: 4